Monumento funerario alla principessa di Santa Margherita

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Il monumento funerario a Concettina Giglio e Tramonte in Sabatini, principessa di Santa Margherita e baronessa dei Martini, morta di parto all’età di 27 anni assieme al suo bambino il 29 febbraio 1880, è opera dello scultore Salvatore Valenti. Fu eretto nel 1882[1] per volere di sua madre, Gaetana Tramonte. Si tratta di un alto monolito in marmo di Carrara con un basamento quadrato nel quale si apre la porta metallica che conduce alla cripta.

Si può leggere, inciso nel marmo, a sinistra dell’ingresso “CONCETTINA / GIGLIO E TRAMONTE / IN SABATINI” “NACQUE IL VII MARZO / MDCCCLII” e a destra “PRINCIPESSA / DI SANTA MARGHERITA / B s DEI MARTINI” “MORÌ IL XXIX FEBBRAIO / MDCCCLXXX”.

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La statua di un angelo seduto sovrasta l’ingresso, con le ali dispiegate su tutta la larghezza del basamento, la testa abbassata, il braccio destro alzato.

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Sopra di lui, è raffigurata in altorilievo la defunta di profilo con il suo bambino in braccio, che si innalza sopra delle nuvolette, avvolta da raggi scaturiti dalla testa di Gesù Cristo, coronato di spine e circondato da tre cherubini. La testa del Figlio di Dio è posta al centro della cornice tra le scritte “VENITE” e “BENEDICTI”. L’iscrizione biblica prosegue sul lato con le parole “PATRIS MEI” per concludere l’invito con cui Cristo (Matt. 25, 34) farà entrare in Paradiso, dopo il giudizio finale, coloro che hanno compiuto opere di misericordia.

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A coronamento del monumento, una circonferenza racchiude una statua di Dio Padre, a mezzo busto, con le braccia aperte sporgenti sopra una nube. È rappresentato con una folta barba, la testa circondata da un cerchio iscritto in un triangolo. La figura divina proietta dei raggi in altorilievo che raggiungono l’iscrizione “SIGNUM FOEDERIS” (cioè, segno dell’alleanza) lungo la semi-circonferenza superiore. La parte esterna è anch’essa scolpita, mentre lungo le alte pareti laterali sono sovrapposte le lapidi di vari membri della famiglia sepolti nella cripta.

Dietro il monumento, vi è la dedica alla giovane puerpera:
A / CONCETTINA GIGLIO IN SABATINI / PRINCIPESSA DI SANTA MARGHERITA / BARONESSA DEI MARTINI / GAETANA TRAMONTE VEDOVA GIGLIO / QUEST’ULTIMO TRIBUTO DI MATERNO AFFETTO / AD IMPERITURA MEMORIA / LACRIMANDO CONSACRA

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Sotto, alla stessa altezza dell’angelo, si stacca la statua di una donna a mezzo busto con un libro in mano, avvolta in uno sciallo drappeggiato. Si tratta di Gaetana Tramonte Palermo, madre di Concettina Giglio e Tramonte, morta novantenne il 27 aprile 1903, come si evince dalla lapide posta dal figlio Giuseppe:
QUI ATTENDONO LA RESURREZIONE LE SPOGLIE MORTALI DI GAETANA TRAMONTE PALERMO / DEI PRINCIPI DI SANTA MARGHERITA NEL GIGLIO / PER CRISTIANA VIRTÙ NOBILISSIMA / ESEMPIO DI SPOSA DI MADRE DI VEDOVA / CHE L’ALBA DEL XXVII APRILE MDCCCCIII / NONAGENARIA COMPIANTA BENEDETTA / SI ADDORMENTÒ NEL BACIO DEL SIGNORE / GIUSEPPE / UNICO FIGLIO SUPERSTITE ALLA DOLCE MADRE POSE

[1] S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d.

Bibliografia:
Filippo Di Pietro, Salvatore Valenti scultore palermitano (1835-1903), Edizioni Librarie Siciliane, 1933, pp. 32-33

Ubicazione: sezione 37 nel cimitero di Santa Maria dei Rotoli

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