Cappella Giacomo Misuraca

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La cappella Misuraca nel cimitero di Santa Maria dei Rotoli è stata realizzata dall’architetto palermitano Giacomo Misuraca (1863-1939) per la sua famiglia.

Nel 1918, la rivista L’artista moderno ne pubblica due foto:

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Edicola funeraria Misuraca nel cimitero di Palermo, in L’artista moderno, 10-25 ottobre 1918, N. 19-20, p. 254 | ©Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

La prima è una foto in lontananza, nella quale si scorge sulla destra l’obelisco del monumento Deltignoso;

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Progetto e direzione dell’arch. G. Misuraca – Genova, in L’artista moderno, 10-25 ottobre 1918, N. 19-20, p. 255 | ©Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

La seconda fotografia mostra invece la facciata della cappella Misuraca, mentre sulla sinistra possiamo vedere parzialmente la cappella Gemmellaro.

Qualche anno dopo, nel 1923, un articolo pubblicato sulla rivista L’architettura italiana ne fornisce una descrizione:

“La cappella contiene 9 loculi, tanti quanti sono i membri della sua famiglia, copre una superficie di 15 metri quadrati circa e si eleva dal suolo con la sua guglia per circa 8 metri. È un tempietto di stile medioevale sormontato da una specie di trittico ispirato al campaniletto dell’epoca, che lo rende originale nella forma.
L’architettura è quella pel secolo XIV che si riscontra nella Gancia di Palermo ed è tutta armonica coi fianchi e con l’abside posteriore destinata a contenere un piccolo altare sormontato dalla figura della SS. Vergine che, dipinta a fuoco sul vetro della soprastante finestra, forma quadro di compimento dell’altare.
La costruzione interna eseguita in masselli di calcare tenero di Comiso, simile del tutto a quello bresciano, è opera dei signori Sacco e Di Marzo di Palermo, intagliatore il primo e ornatista il secondo: due forti tempre di artisti padroni dell’arte che li circonda. La decorazione interna consistente in un rivestimento di marmi di Carrara intarsiati di marmi coloriti (verde Polcevera, rosso di Francia, rosso di Levanto, ecc.) è fattura dell’ornatista Ortelli di Genova ed i ferri battuti sono lavori del fabbro signor Romano di Palermo. Le volte in encausto e le vetrate colorate sono opera del prof. Gregorietti dell’Istituto di Belle Arti di Palermo.
La spesa complessiva si è aggirata intorno alle L. 50 mila, veramente non eccessiva data la ricchezza dei materiali che vi sono impiegati e se si tiene conto che la costruzione venne eseguita nel primo periodo bellico, quando già la mano d’opera subiva i primi aumenti.”

L’articolo propone tre foto in bianco e nero della cappella, di cui ne mostriamo due qui sotto, e sei disegni: la facciata, il fianco, la parte posteriore, la sezione trasversale, la sezione longitudinale e il cancello d’entrata.

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Le lettere che compongo il nome “GIACOMO MISURACA” sono formate da tessere di mosaico dorato. Il cancello d’entrata reca la scritta latina: “REQUIESCAS IN PACE AMEN”. All’interno della cappella, la lastra tombale al centro, davanti all’altare che presenta la foto dell’architetto defunto, reca la semplice scritta:

GIACOMO MISURACA / N. IN PALERMO / XVI GIUGNO MDCCCLXIII / M. XX DICEMBRE MCMXXXIX

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L’architetto Giacomo Misuraca è nato a Palermo il 16 giugno 1863 da Francesco Misuraca e Carlotta Vetrano. Allievo di Giuseppe Damiani Almeyda, studiò poi presso l’università di Genova. Nel 1891 partecipò all’Esposizione Nazionale di Palermo con tre progetti: il palazzo municipale di Casalmaggiore (completerà l’edificio con una facciata neogotica nel 1891-95), il monumento a Minghetti a Roma (in collaborazione con lo scultore Lio Gangeri, l’opera sarà inaugurata nel 1895) e il progetto di un tempio Israelitico. È anche autore di un palazzo per abitazioni della Soc. Anon. Cooperativa “Rinascita Edilizia” a Genova e progettò la propria villa a Marina di Pietrasanta (Viareggio). Assieme a Marco Aurelio Boldì, ha redatto il trattato L’arte moderna del fabbricare: trattato pratico ad uso degli ingegneri, costruttori, capimastri e studenti, pubblicato nel 1916-17. Muore il 20 dicembre 1939. Suo figlio Angelo (1893-1944) seguirà le sue orme e progetterà numerosi edifici a Sassari.

Nel campo funerario, nel cimitero di S. Maria dei Rotoli a Palermo, oltre alla cappella per la sua famiglia, realizzò la cappella Lala, mentre nel cimitero di Sant’Orsola è autore della cappella Castellano. Sempre in Sicilia, realizzò la cappella funeraria dei Baroni Catalfamo a Cefalù, la cappella Crescimanno a S. Margherita Belice e la cappella per la famiglia del cavaliere Antonino Giangrasso nel cimitero di Bagheria.

Bibliografia:
Cappella funeraria per la famiglia Misuraca nel cimitero della SS. Vergine Maria in Palermo, in “L’architettura italiana”, n. 4 (1923), pp. 44-47 foto: tav. XV (disponibile on line qui)

Ubicazione: sezione 72 nel cimitero dei Rotoli

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